Da piscina a parcheggio

Durante il nostro sopralluogo del 2016 alle piscine abbandonate a Grado, al Parco delle Rose, siamo stati accolti da migliaia di “simpatiche” zanzare. Sì perché le due vasche, quella più grande, utilizzata anche per corsi di nuoto, e quella più piccola, pensata per i bambini, erano diventate ormai due stagni maleodoranti. L’area, chiusa da tempo, era caratterizzata da un forte stato di degrado. I fabbricati che un tempo erano al servizio della zona colpiti da parziali crolli e atti vandalici, così come il bar, dove avevamo notato anche due vecchie consolle di videogiochi fatti a pezzi.
A terra rifiuti, pezzi caduti dagli edifici, alberi e cespugli cresciuti ovunque, le docce rotte, e la pavimentazione ormai inesistente in diversi punti, divorata dalle piante.
L’acqua delle piscine, tra il verde e il marrone, nascondeva anche sedie e tavoli gettati dentro o finiti sul fondo nelle giornate di vento, oltre alle scalette e ad altri arredi che facevano parte di una vasta struttura che una volta rappresentava un punto di forza del parco, dove ogni giorno si fermavano tante famiglie.
Alla base della chiusura di tutto, secondo alcune voci, nuove norme messe in campo, che avevano stabilito come le vasche, o forse l’intero impianto, non fossero più a norma.
Il lavoro per smantellare tutto è stato lungo e complesso. Gli edifici sono stati demoliti e le piscine “coperte”. Al loro posto oggi c’è un grande parcheggio, operativo dal 2019.
L’ex Piscina Italia, così veniva chiamata, ha lasciato il posto quindi a un park, in grado di accogliere fino a 150 veicoli in sosta.

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