edificio abbandonato

Ex cinema Chiadino

Un ex cinema abbandonato, tra i condomini.

L’ex cinema Chiadino, nel rione di San Luigi, è stato progettato su volontà dell’amministrazione comunale nel 1954, con l’idea iniziale di edificare una chiesa, che poi invece troverà posto poco distante, in un’altra strada. Per l’edificio di via degli Archi viene decisa dunque una nuova destinazione, cinema e teatro, e la costruzione inizia nel 1958. Viene pensato per ospitare una platea di circa 800 persone, con palco, camerini, ambienti di servizio, bar e laboratori. Ma nel 1967 ancora si attende il collaudo ufficiale della struttura.

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Dopo anni di mancato o parziale utilizzo l’immobile diventa un deposito e inizia un lento degrado, con problemi di infiltrazioni e atti vandalici, come documentato dallo stesso Comune di Trieste in un sopralluogo del 2009, che definisce lo stato di conservazione del luogo “pessimo” e scrive ” Gli intonaci esterni sembrano non essere stati mai completati e pertanto lasciati al grezzo. I serramenti vetrati risultano in buona parte sfondati e presentano la struttura metallica ormai attaccata dalla corrosione. L’ingresso al piano seminterrato è stato aperto da vandali, che hanno demolito i pochi arredi presenti Internamente e coperto di graffiti le superfici interne. Il piano seminterrato risulta parzialmente invaso dall’acqua”. Lo stesso Comune identifica il sito come “ex cinema Chiadino”.

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Ci rechiamo sul posto per dare un’occhiata. La struttura è delimitata, ma molte finestre sono rotte e dall’esterno si notano gli spazi semplicemente sbirciando dentro dalla strada. Nella parte più bassa si vede ancora l’ingresso, con grandi porte in legno, sbarrate con un catenaccio. Salendo sul “fianco” sinistro dell’immobile ecco alcune finestre, che presentano ampi buchi, nonostante una protezione in ferro, ormai logora. Si arriva quindi a un portone, anche questo in ferro, che si trova al di là di una recinzione, sembra una sorta di deposito di materiali edili e si vede un divano o un letto gettato all’interno. Alle spalle della struttura una piccola area esterna che mostra un cumulo di rifiuti, con alcuni gatti che dormono placidamente appoggiati sulla finestra che domina le immondizie. Continuiamo a percorre il perimetro, scendendo sull’altro lato e anche qui spunta una finestra semi distrutta, che lascia intravedere gli ambienti. Il vecchio infisso penzola sul pavimento, quasi staccato. Proseguendo ecco un altro ingresso, secondario, anche questo chiuso.
Il complesso ha tre livelli, che si intuiscono da via degli Archi, con lo spazio principale molto ampio e due piani sottostanti più angusti, forse ideati con l’obiettivo di essere funzionali allo spazio principale, in aggiunta ad alcuni locali, come l’ingresso in basso o la sala posizionata nella parte più a monte.

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Se osservato nel contesto della zona o da una visuale satellitare grazie a Google, l’edificio stona non poco, è una sorta di blocco imponente di cemento, circondato da case e qualche spazio verde. Dopo alcune ricerche scopriamo che non è più di proprietà del Comune, ma è stato venduto a un privato anni fa. Tra i residenti c’è chi ricorda il sito come “chiesa sconsacrata”, chi come “teatrino” ma la maggior parte ammette che non è mai stato un luogo vivace, un edificio riuscito insomma. E tanti abitanti della zona sperano che l’attuale proprietario pensi di trasformarlo in un parcheggio, visti gli spazi limitati per la sosta nel rione.

Ma come mai un complesso così ampio e in apparenza polifunzionale in realtà non è mai stato utilizzato in modo completo e continuato? Si potrà ancora recuperare la struttura o sarà meglio demolirla? Ora che è nelle mani di un privato sarà possibile garantire all’ex cinema una nuova vita? tutte domande alle quali, per ora, non abbiamo risposta…

@PUBBLICAZIONE RISERVATA

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3 commenti

  1. Ho letto con interesse l’articolo. La vicenda mi ha riportato alla mente altri fatti analoghi, tra i quali uno, dove un comitato di cittadini ha proposto ed ottenuto la conversione dell’edificio in una parcheggio in parte pubblico ed in parte privato per servire meglio la zona. Magari la si potrebbe replicare in questo caso?

  2. Ho letto con interesse l’articolo. La vicenda mi ha riportato alla mente un fatto analogo dove poi un comitato di cittadini ha proposto ed ottenuto la conversione dell’edificio in un parcheggio in parte pubblico ed in parte privato. Magari lo si potrebbe replicare qui?

  3. Abito proprio di fronte. Da quel che so io, voce di popolo narra che era stata costruito durante il periodo del TLT per divenire una chiesa anglicana (da qui Chiesa Sconsacrata). Poi Trieste tornò all’Italia e da la destinazione dell’edificio prese altre strade.
    Negli ultimi decenni, prima della cessione da parte del Comune ad una Immobiliare privata, parte dell’immobile era usata per la preparazione dei carri di carnevale del rione di San Luigi e c’era anche una saletta che veniva data dal Comune a gruppi musicali per potersi esercitare.
    L’edificio infine è stato venduto ad una immobiliare privata (non di Trieste).
    L’edificio però presenta diverse problematiche nell’ottica di una riqualificazione, come descritto nei vari documenti predisposti dal Comune per la gara di vendita dello stesso.
    Prima di tutto ci sono problematiche relative al ‘sottosuolo’, in quanto sembra che sotto scorra un filone d’acqua e che non sia possibile scavare in profondità.
    in secondo luogo, il tipo di materiale con cui sono costruite le mura è un cemento molto resistente che crea problemi di demolizione e anche di ‘inquinamento atmosferico’ per via delle polveri che andrebbero a riversarsi sulle case attigue; per questo motivo diversi progetti di riqualificazione prevedevano la demolizione parziale delle mura (solo metà) e il mantenimento delle fondamenta così come sono. L’ultimo progetto prevedeva per esempio la costruzione di 16 appartamenti.

    Come tutti i residenti del rione, spero nella riqualificazione dell’immobile in parcheggi.
    Negli ultimi anni, la ristrutturazione da parte di Ater degli edifici lungo la via Biasoletto (senza parcheggi) e la riqualificazione stradale ad opera dell’ultima Amministrazione (cambi di senso di marcia, introduzione di sensi unici e di divieti di sosta) ha reso la situazione del rione problematica (tanti che sono nati ben due comitati pro parcheggi San Luigi).

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