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Ex scuola liberty

Un passato di istruzione, un futuro di giustizia

Ogni tipologia di luoghi abbandonati visitati negli anni lascia sempre sensazioni tanto forti quanto differenti. E in questo senso, un posto particolare non possono che averlo le scuole. Vi portiamo a Gorizia, a pochi passi dal centro città, nell’ex scuola elementare maschile Riccardo Pitteri.


Grazie alla disponibilità del personale dell’adiacente casa circondariale del capoluogo isontino, divenuta ufficialmente proprietaria tramite il Ministero della Giustizia dei 5321 mq di superficie (poco meno della metà dei quali coperti), abbiamo potuto non solo varcare la soglia del giardino che circonda questo storico istituto, ma anche addentrarci all’interno di una struttura che ha visto alternarsi generazioni di studenti per circa ottant’anni.

Le condizioni sin dai primi passi appaiono di forte criticità tra muri scrostati, pavimenti resi irregolari dai tanti anni di abbandono, finestre rotte, tegole assenti o gravemente danneggiate in più punti. L’ex scuola mantiene comunque diversi elementi di grande fascino, seppur in larga parte da recuperare attraverso ingenti operazioni di restauro. L’eleganza di alcune porzioni di soffitto, i motivi Liberty tutt’ora presenti sulla facciata principale, lo stile dell’antico ingresso, le scritte che ancora campeggiano nella loro versione originale sopra le porte delle tante aule, ogni passo nei piani della Pitteri sono una sorta di potente salto all’indietro del tempo, chiudendo gli occhi il viavai di studenti e professori quasi si sente ancora.

L’edificio, costruito tra il 1908 ed il 1909 e risistemato nel 1919 in seguito ai gravi danni prodotti dal primo conflitto mondiale, si sviluppa su tre piani, oltre a un seminterrato e ad un sottotetto, quest’ultimo puntellato per impedire il concreto rischio di crollo. Nei tre piani ‘scoperti’ trovavano spazio le aule, i gabinetti, le sale professori, gli uffici riservati al personale. Tra tante stanze svuotate dove a trovare spazio sono fatalmente i danni che il tempo ha via via accentuato, sono tuttavia ancora presenti diverse lavagne oltre ad alcune testimonianze che ci hanno profondamente sorpreso.

In alcuni spazi presumibilmente adibiti ad uffici, abbiamo infatti rinvenuto cumuli di registri, documenti, perfino una moltitudine di temi composti dai giovanissimi studenti e risalenti agli anni ’70.

In base alle informazioni raccolte e ad un calendario danneggiato ma leggibile presente in uno dei corridoi del piano terra, potremmo stimare il 1994/95 quale ultimo anno scolastico vissuto nell’ex scuola elementare. E proseguendo nel nostro sopralluogo, è fin troppo evidente come trent’anni di abbandono abbiano reso pressoché pessime le condizioni tanto all’interno quanto all’esterno dell’edificio. Questa ovvia constatazione non può che includere il buio seminterrato, originariamente destinato ad ospitare un’ampia sala da bagno e i locali caldaie. Qui, se possibile, gli agenti atmosferici e i decenni di incuria hanno reso ancor peggiori le condizioni generali.

Parlando con il personale della casa circondariale che ci ha accompagnati lungo la nostra visita e reperendo ulteriori informazioni, sappiamo che da circa un anno il Ministero della Giustizia ha preso possesso dell’area. Nello stesso isolato sorgono sia il carcere che il Tribunale, il progetto prevede quindi che l’ex Pitteri diventi l’ultimo elemento di un unico ed ampio complesso dedicato alla giustizia. Dependance del carcere, sede dei nuovi uffici del personale, ampliamento degli spazi carcerari costruendo laboratori per il recupero e reinserimento sociale dei detenuti, gli elementi sono tutto sommato chiari e portano verso una direzione condivisa.

La parte operativa non potrà essere di brevissima soluzione, oltre ai lavori di messa in sicurezza che saranno ingenti, la scuola dichiarata di interesse culturale nel 2006 dalla Soprintendenza ai beni architettonici e paesaggistici del Friuli Venezia Giulia, dovrà avere una riqualificazione che rispetti precisi canoni anche architettonici.
Il completo e definitivo recupero dell’ex Pitteri non potrà quindi chiaramente concludersi in un battito di ciglia. Ma quel che è certo, è che un’istituzione dell’istruzione goriziana ha ufficialmente visto tracciata una strada per il ritorno alla vita e alla dignità. E in attesa del pieno ritorno all’operatività, questa è già una grande notizia.

@PUBBLICAZIONE RISERVATA

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