Il nostro team

triesteabbandonata

La scoperta quasi per caso di una passione condivisa, divenuta in breve tempo idea e subito evolutasi in vero e proprio progetto. Con queste premesse nel 2015 abbiamo dato il via a  Triesteabbandonata.

Urbex per noi è addentrarsi nel fascino dell’esplorazione urbana di luoghi abbandonati, verificando in prima persona le condizioni dei beni che di volta in volta visitiamo, con l’obiettivo di raccontarne la storia passata, la situazione presente, la potenziale prospettiva futura.

Teniamo a precisare che nella direzione divulgativa e sociale che abbiamo dato sin dal principio al nostro progetto, non sono mai rientrate e mai rientreranno in alcun modo azioni quali effrazioni, furti di materiali o reperti di alcun genere, danneggiamenti, inviti a terze persone o comunque a terze parti di mettere in pratica quanto appena elencato.

Ogni luogo, pur se abbandonato e in molti casi condannato a una sempre maggiore condizione di degrado, ha una storia alle spalle e merita rispetto. Ed è questa la filosofia che ha mosso, muove e sempre muoverà il nostro percorso.

Micol Brusaferro

Giornalista professionista, cronista da oltre vent’anni per diverse testate, lavora anche come addetta stampa di enti pubblici e privati, come social media manager e copywriter.

Emilio Ripari

Responsabile Ufficio Stampa Triestina Calcio e telecronista Serie A basket per DAZN.

Scritto da una tastiera o raccontato a voce attraverso cuffia e microfono, da una quindicina d’anni lavora nel mondo della comunicazione sportiva.

Giada Genzo

Fotografa professionista da oltre 10 anni.

Fotografa principalmente cerimonie, eventi ed offre servizi per privati ed aziende, inoltre realizza corsi di fotografia personalizzati. 

Il progetto

Addentrarsi nell’affascinante mondo urbex del territorio triestino è stata solo la superficie, perché il nostro team ha sin dagli inizi avuto il più costruttivo ed ampio obiettivo di raccontare passato e presente dei luoghi abbandonati, cercando soluzioni per dare agli stessi un nuovo futuro.

Abbiamo inizialmente esplorato il territorio di Trieste e provincia, mappando beni abbandonati come scuole, fabbriche, caserme, attività̀ ricettive, scali ferroviari, impianti sportivi, solo per accennare alcune categorie. Una moltitudine di luoghi cercati, documentati e raccontati, accendendo (o riaccendendo) i riflettori per far conoscere lo “stato dell’arte” al numero più vasto possibile di persone, istituzioni comprese, per sollecitare quantomeno la messa in sicurezza con il desiderio e, perché no, la speranza di vedere concreti margini di riqualificazione.

Il successo riscosso e la sempre maggiore cassa di risonanza, ha portato il nostro gruppo ad espandere il campo di ricerca sia all’intera regione Friuli Venezia Giulia che al vicino Veneto così come agli stati d’oltreconfine.

La bontà del progetto e la conseguente credibilità, ci ha portato a diversificare il prodotto, attraendo l’interesse di realtà̀locali e non solo. Abbiamo partecipato ad incontri istituzionali organizzati dall’UTI Giuliana, siamo stati ospiti di emittenti radiofoniche e televisive come la sede RAI regionale e l’emittente cittadina Telequattro.

Nel corso del nostro quasi decennale percorso, abbiamo esposto il nostro lavoro due volte al Centro Commerciale Montedoro (2016 e 2017), alla Biblioteca Statale Stelio Crise di Trieste (2017) e presso Hangar Teatri sempre a Trieste (2023), in quest’ultimo caso grazie a Daydreaming Project. Tutte le nostre mostre, sono state corredate da laboratori coinvolgendo scuole ed associazioni di promozione sociale del territorio.

Ulteriore step del nostro percorso è stato l’ingresso nel network nazionale Ascosi Lasciti, il più grande e completo a livello nazionale in fatto di luoghi abbandonati, che ci ha scelto come referente per la regione Friuli Venezia Giulia, grazie a un database di oltre cento luoghi mappati e ad un percorso che in oltre otto anni ha scritto pagine di storia passata, presente e futura. E che ancora tante ha da scriverne.

 

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