caserma abbandonata

L’ex caserma di Draga Sant’Elia

A Draga Sant’Elia, in mezzo al verde, si trova un’ex caserma della Polizia di Frontiera, completamente vuota, chiusa e abbandonata. E’ di proprietà del Demanio, che ha tentato di venderla negli anni scorsi, senza successo.
A differenza di altri edifici, dove un tempo erano insediati militari o forze dell’ordine, questo sito sembra in condizioni piuttosto buone, almeno esternamente.


Costruita negli anni ’50, ha una superficie complessiva di 700 metri quadrati interni, ai quali si aggiunge un giardino di 750 metri quadrati, che corre su tre lati. E’ composta da due edifici affiancati e un tempo, quand’era caserma, la palazzina principale ospitava al piano terra uffici, mensa, due locali deposito, la centrale termica e alcuni servizi. Al primo piano c’erano cinque camere, servizi e una soffitta. Dismessa dalla sua destinazione originaria negli anni ’90, è stata poi parzialmente utilizzata come colonia, ma da alcuni anni è in totale disuso.
Dagli uffici del Demanio di Roma ci spiegano che è stata messa in vendita per tre volte, l’ultima nel 2014, senza alcun acquirente. Sul web spunta una base d’asta di 201mila euro, nel 2013, su una vecchia pagina, cercheremo conferme e chiederemo anche chi può avere accesso a questo tipo di immobili, perché siamo curiosi di capire chi può comprare e le modalità. In questo caso il prezzo sembra basso (se davvero sarà confermata quella cifra), anche se c’è da dire che resta l’incognita sulle condizioni interne dell’edificio. Quello che vediamo comunque è che si trova in un luogo piuttosto isolato e vi si accede solo da una piccola stradina, ripida, a fondo cieco.
A segnalarci l’ex caserma era stato qualche settimana fa un nostro amico, che segue con grande attenzione il nostro blog e la nostra pagina. Trovarla però non è stato semplice. Ormai non esistono cartelli e indicazioni per raggiungerla e abbiamo girato un po’ Draga Sant’Elia prima di capire dove andare.


Raggiunto l’obiettivo ci accoglie un grande cancello e notiamo ancora un canestro un po’ malandato nel cortile, porte e finestre serrate e ancora uno spazio all’aperto con una copertura, dove spicca un disegno realizzato sul muro in tempi recenti, quando alcuni ambienti esterni erano stati dati in uso ad associazioni. Dall’altra parte un muro di rovi ed erbacce, di fronte alla porta di ingresso, copre quasi interamente alcune vecchie altalene in ferro. Percorrendo il perimetro del giardino si arriva sul retro dove, al di fuori della recinzione, ci sono i resti di uno scivolo, alcuni giochi e una catasta di mobili distrutti, accanto a un piccolo deposito, dove i vandali sono entrati distruggendo probabilmente quel poco che era rimasto. Le finestre dell’edificio principale invece sono completamente sbarrate, nel vero senso della parola, protette da sbarre di ferro, sbirciando da un vetro si nota però che dentro le stanze sono vuote.


Che destino ci sarà per questo luogo isolato ma ancora in buona salute? Dopo averla messa in vendita per tre anni, ci sarà un nuovo tentativo in futuro per l’ex caserma? Vi terremo aggiornati.

@PUBBLICAZIONE RISERVATA

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Un commento

  1. buongiorno
    innanzittutto grazie per il vostro sito ricco di informazioni e di… ricordi.
    circa la ex caserma di draga, posso aggiungere che per molti anni era stata data in concessione alla parrocchia di basovizza che la utilizzava per le colonie estive e anche per offrirla alle parrocchie della diocesi di trieste per brevi periodi tipo weekend lunghi anche d’ inverno. anche gli scout sloveni la usavano molto. la struttura era tenuta molto bene da un vecchio parroco don zivic che appunto era il parroco di basovizza dove abitava assieme alla sorella. successivamente alla sua morte, la struttura aveva un po’ ceduto nella gestione e nella manutenzione… altri tempi… io ci sono stato un sacco di volte, la vostra descrizione è corretta e posso aggiungere che quella che era la dispensa in realtà erano due celle per eventuali reclusi, con tanto di porta in ferro. i materassi erano ancora pieni di paglia, quindi potete immaginare l’ambiente.
    grazie perchè mi avete aperto una finestra sulla mia gioventù. un caro saluto.

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