scuola abbandonata

La scuola implosa

Scuola abbandonata completamente implosa su se stessa.

A Trieste ci sono ben nove scuole abbandonate, come già abbiamo raccontato in qualche nota precedente, una in particolare non è soltanto dimenticata o dismessa, ma è completamente distrutta. Sembra implosa.


La nostra sorpresa è stata grande quando siamo arrivati sul posto, per dare un’occhiata a quella che ci era stata segnalata come una “scuola in disuso”. In realtà ci siamo trovati davanti a uno scenario apocalittico. Sembra quasi che qui ci sia stato un terremoto.
Dall’esterno la scuola media mostra le facciate colorate e tutto attorno un ampio giardino, che confina con un bosco. In realtà soltanto i muri perimetrali sono in piedi e alcuni interni, tutto il resto è crollato. Il tetto non esiste più, i pavimenti sono collassati in più punti, le finestre murate perdono pezzi e gli infissi sono divelti o pericolanti. Ma cosa è successo a questa bella scuola dell’altipiano carsico?

Bisogna tornare indietro nel tempo. Nel 2009 un incendio colpisce le aule e ci vogliono ben 25 uomini dei Vigili del Fuoco per spegnere le fiamme.  I danni sono ingenti e il tetto si sfalda quasi subito, poi iniziano i crolli. Ma chi può aver dato fuoco a una scuola? Con quale obiettivo? Cosa voleva ottenere? Domande senza risposta.

Da alcuni documenti ricaviamo un dato, la scuola ha una superficie complessiva di 5269 metri quadrati, per il resto dobbiamo affidarci alla nostra immaginazione, guardando le rovine. Il tetto, dicevamo, non esiste più, le travi e la copertura sono crollate all’interno di aule, servizi e atrio. Le uniche, stranamente, a rimanere intatte, sono le lavagne.

In base a quello che è rimasto si può intuire che la scuola si estendeva principalmente su un unico piano, con l’ingresso affacciato sulla strada, davanti al giardino e a un pozzo. Fuori è rimasta la targa. Varcata la soglia c’era probabilmente un ambiente dal quale si accedeva direttamente alle varie aule. E’ rimasto solo il campanello e qualche banco rovesciato. Ci sono anche i resti di un corridoio e di una rampa di scale, completamente sommersa dalle travi annerite, che portava al seminterrato, dove forse c’erano ulteriori spazi utilizzati. Su alcuni tratti dei pavimenti si aprono grandi squarci, che fanno intravedere i locali sottostanti, mentre in altre stanze i materiali depositati a terra, tra macerie, tegole e porzioni di pareti, superano anche il metro di altezza. Le fiamme divampate devono aver divorato tutto in poco tempo, causando poi il crollo dei solai e quindi del tetto. Tra i pochi segni che rimandano alla presenza di bambini notiamo un disegno colorato sulle vetrate dell’ingresso e altri, ormai sbiaditi, su alcune pareti.

Fuori il giardino è grande, ma in molti punti non è recintato e non si capisce il confine reale tra la proprietà e il vicino bosco.
Per la prima volta ci rendiamo conto che l’unica soluzione possibile per questo bene abbandonato è la demolizione. A meno che il tempo e gli agenti atmosferici non provvedano in autonomia al crollo definitivo anche dei pochi muri rimasti.

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