stazione treni

L’ex piccola stazione ferroviaria

L'ex stazione ferroviaria al confine più est d'Italia, con casetta.

Vista dal basso sembra la casa di un film horror, finestre divorate dall’edera, pezzi di tetto caduti al suolo, i rovi che avvolgono un lato dell’edificio, un pozzo abbandonato, la recinzione distrutta e un’aria a dir poco spettrale. Giriamo l’angolo e a quel punto vediamo tutto meglio. Siamo davanti a un’ex stazione dei treni.

Si tratta di un vero e proprio pezzo di storia delle ferrovie, questa infatti era la stazione di confine più orientale dell’intera Penisola, che ormai è ridotta a un rudere, con infissi rotti, la copertura crollata e gli interni utilizzati forse da qualche senzatetto di passaggio.
Dal sentiero sottostante si nota il piano terra, dove porte e finestre sono murate. Dalla scala in pietra laterale si accede al piano più alto, quello che si affacciava sulla ferrovia.

La linea è stata dismessa negli anni ’60, ma nei decenni successivi l’edificio, al primo piano e nel sottotetto, è stato utilizzato come abitazione privata, prima di collassare. Una finestra è rotta, la stessa porta è semi-distrutta e mostra che c’è ancora un via vai recente. Il tetto caduto ha invaso alcune stanze, qualche angolo riporta anche segni di un incendio, il soffitto, dov’è ancora intero, presenta ampie macchie di umidità e curvature che fanno presagire nuovi crolli non lontani. Ovunque escrementi di animali, insetti e rifiuti. Ci sono segni evidenti che in questi ambienti qualcuno ha bivaccato anche recentemente, con avanzi di cibo, abiti e confezioni di prodotti per l’igiene personale.

Nessun mobile e nessun dettaglio richiama la vecchia stazione, i cui arredi originali con tutta probabilità sono stati tolti già negli anni ’60, con l’interruzione del servizio. Guardando all’interno non esiste alcun indizio sull’originale funzione, inizialmente ci sembra strano, ma si capisce che gli spazi sono stati regolarmente trasformati in abitazione, quando ormai i treni non passavano più e l’immobile è stato affittato. La cosa che più ci stupisce però è che gli inquilini se ne siano andati lasciando tutto.

Colpiscono soprattutto i giocattoli, automobiline, camioncini e qualche pupazzo, sparsi qua e là, pieni di polvere ed escrementi di topi. Possibile che siano stati dimenticati qui da un bambino e dalla sua famiglia? E ancora vestiti, scarpe vecchie, disegni, quaderni, libri, coperte, un salvadanaio, un letto ancora con lenzuola, ormai putride e strappate, la gabbia di un canarino, stoviglie, cuscini e qualche rivista datata 1980. Sembra quasi che gli abitanti siano scappati improvvisamente e senza nemmeno riprendere oggetti personali e ricordi.

In giro anche enormi mucchi di spazzatura, contenitori vuoti, barattoli di vernice, scatole vuote, detersivi, ammassi di oggetti rotti, sembra una sorta di discarica nascosta.

Dietro la casa un piccolo cortile, con un pozzo e un piccolo edificio in cemento, forse un magazzino, dove è meglio non accedere, perché sul pavimento si apre un ampio squarcio, forse un ulteriore pozzo parecchio profondo, coperto soltanto da un’asse di legno marcio.
La recinzione è parzialmente demolita, ma su una parte della rete spunta il cartello “proprietà privata delle Ferrovie dello Stato” . In realtà, dopo qualche mail e telefonata, ci dicono che la stazione è stata dismessa e non risulterebbe più di proprietà delle Ferrovie, ma le notizie non sono ancora confermate e attendiamo ulteriori informazioni.
Cosa sia successo nel frattempo è sotto i nostri occhi. E pensare che questo edificio, in mezzo al verde, forse poteva essere utile a qualche associazione o a qualche privato per un’attività ricettiva. Che sia ancora possibile darle nuova vita? Speriamo.

Altre foto sula pagina Facebook Triesteabbandonata

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