Rudere di campagna

Quante volte percorrendo autostrade o altre vie fuori dai centri abitati, avete notato quei grandi casali abbandonati in mezzo ai campi. Ex fattorie, che un tempo servivano proprio alle famiglie che vivevano in campagna, tra raccolti e bestiame. Nel tempo la maggior parte degli edifici si sono gradualmente spopolati, rimasti chiusi, abbandonati, in alcuni casi diventati veri e propri ruderi, che cadono a pezzi.
Qualche mese fa, cercando un bene dismesso in regione, ci siamo imbattuti proprio in uno di questi grandi casali nel verde, dimenticato chissà da quanto tempo, tanto da essere avvolto da una fitta coltre di alberi e cespugli.

Abbiamo deciso di avventurarci all’interno e ci siamo trovati davanti a un edificio completamente aperto, con porte e finestre rotte. Da una parte una zona riservata agli animali, ai mangimi e forse una sorta di deposito, dall’altra la parte abitativa, diversi piani con tetti e solai parzialmente crollati. Dentro ancora qualche segno della vita passata, sedie, mobili semi distrutti caduti a terra, qualche vestito, oggetti di quotidianità, ormai calpestati da vandali o altre persone che nel corso del tempo si sono avventurate in questo rudere.

Fa tristezza pensare che forse una volta ospitava una famiglia che qui, in mezzo ai campi, viveva e coltivava la terra, in uno spazio probabilmente vivace, vista anche la grandezza dell’edificio, composto da un piano terra dove trovavano posto la cucina e altri spazi conviviali, e due piani al di sopra con le camere. Fuori, tra rovi e cespugli incolti, si notano ancora tanti alberi da frutto, una sorta di perimetro a quello che forse era un cortile esterno, antistante la porta principale.

Tempo fa a livello nazionale erano state lanciate alcune idee proprio per rilanciare i casali abbandonati, ma in tante regioni recuperarli, viste le pessime condizioni in cui troppi si trovano, nulla è stato fatto.

Seguiteci su Facebook: https://www.facebook.com/triesteabbandonataintour/

@PUBBLICAZIONE RISERVATA

Condividilo con i tuoi amici:

Lascia una risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *